Distesa
New Age - Pop - Rock - Etno
Genova (Ge)
<B>Febbraio 1983</B> Febbraio 1983 è la data di nascita del gruppo musicale degli Elettra, divenuti poi Distesa nel 1987.
La band è da sempre composta dai due fratelli Armenia, residenti a Genova:
Antonio ama manipolare aggeggi elettronici; ha cominciato con un vecchio organo Bontempi avuto in maniera avventurosa intorno ai 13 anni, grazie alla distrazione di una commessa di un grande magazzino (mancava provvidenzialmente uno zero al prezzo segnato sullo strumento). Lavora impostando sequenze e navigando tra i suoni.
Lù, dotata di un timbro vocale piuttosto particolare, incarna la parola e la voce del gruppo.

<B>La prima volta</B> La prima volta che ci esibimmo fu nell'Aula Magna del liceo scientifico G. D. Cassini, a Genova, armati di un minuscolo Casio PT-20 e un vecchio synth Siel preso a prestito da un altro gruppo: all'ultimo minuto saltò tutta la programmazione del piccolo Casio, mandandoci nel pallone e costringendo Antonio a suonare nella semioscurità su dei tasti microscopici, mentre a Luisa tremava la voce dall'emozione. Fu il nostro battesimo!

<B>La nascita</B> I Distesa si sono trovati un giorno ad esistere, scaturiti improvvisamente dalle motivazioni inconsce dei componenti e grazie alle possibilità messe in gioco dall'istinto.
Il risultato è stato lo svolgimento, nell'arco di una quindicina d'anni, di una storia musicale che non è mai arrivata agli onori della ribalta ma che non si è ancora esaurita, nonostante la nostra palese difficoltà a trovare interlocutori e spazio sia nel mondo della discografia ufficiale che in quello underground cittadino.

<B>Il genere musicale</B> Il nostro problema (se è un problema) è di non condividere alcun genere musicale specifico e alcun filone di moda, neppure nell'ambito della cosiddetta "musica alternativa".
Le canzoni dei Distesa sono perciò di difficile collocazione: si può dire che esprimono un alto grado di contaminazione tra le influenze musicali più varie, quali il pop, il rock, le atmosfere dark ed etniche e si avvalgono di testi originali in italiano, dando origine a una sorta di canzone d'autore contemporanea che non rientra in alcun canone predefinito.

<B>New Age?</B> Qualcuno ha provato a classificare la nostra musica come "New Age", "Pop Evanescente", eccetera...
Però, in generale, a noi sembra che le etichette non centrino mai l'obiettivo e lascino il tempo che trovano. Le nostre sono semplici canzoni e la musica, secondo il nostro modesto parere, scorre indipendentemente, trovando una giustificazione del suo essere solo nello spirito di chi la crea.
Ma "chi" crea la musica in realtà?

<B>Cosa significa Distesa</B> Noi intendiamo Distesa come la metafora di un luogo, di una regione di confine, dello spazio al di là della percezione ordinaria: il luogo da cui origina la musica.
Oggi ci appare più chiaro come le cose che scriviamo siano in qualche modo dettate dal richiamo di questo luogo perduto, che implica la completezza e la totalità dell'essere.
La scelta della preponderanza di questo tema è in realtà per noi una non-scelta: è piuttosto una spinta naturale che nel tempo ha trovato una sua possibile espressione nella musica.

<B>1990: il gruppo allargato</B> Rilevante nella nostra storia dal punto di vista concreto è che nel 1990 abbiamo provato a mettere il naso fuori dalla porta di casa e ad allargare l'organico del gruppo, dando origine a una classica formazione pseudo-rock:
Basso: Guido Bruzzone Batteria: Alessandro Benatti Chitarra: Massimo Baldi e poi Salvatore Fratìa Tastiere: Antonio Armenia Voce: Luisa Lù Armenia L'esperimento è durato però solo un paio d'anni, dato che non ha prodotto grandi risultati; forse per il fatto di non aver incontrato le persone giuste al momento giusto; o forse per non essere riusciti ad amalgamare le idee più diverse che l'ego di ogni componente di un gruppo musicale tende a portare e che, alla fine, non governate, producono confusione. In sostanza, è stata un'occasione mancata.
In quel periodo avevamo affittato una sala prove, o meglio, quattro muri umidi e scrostati nella zona del Veilino, a Genova, ad un prezzo da estorsione e per più sere alla settimana salivamo carichi di entusiasmo fino a quel posto sperduto, sotto il ponte dell'autostrada e alle spalle del cimitero di Staglieno.
Abbiamo seguito la solita trafila di tutte le band della città: feste dell'Unità, concerti con dieci e più gruppi sul palco suonando un quarto d'ora a testa, selezioni e pseudo-concorsi.
E' stato un bel momento, magico e istruttivo, che ha significato per noi la condivisione con altri musicisti delle canzoni già scritte e della grande emozione delle prove e del pubblico che assiste ai concerti.

<B>Lo sviluppo successivo</B> Dal 1992 siamo quindi tornati alla dimensione casalinga della sperimentazione a due, cercando di far tesoro dell'esperienza acquisita.
Da allora ci siamo maggiormente impegnati nella produzione e nella registrazione delle canzoni, molte delle quali sono state più volte riarrangiate con il passare del tempo di pari passo con l'evoluzione del nostro gusto personale.
Ci siamo addentrati nella tecnologia per riuscire ad essere indipendenti e creare da soli il suono in grado di esprimere al meglio ciò che sentiamo.

<B>Un nuovo corso: musica e immagine</B> Postoci questo obiettivo e aperti all'esplorazione di nuovi orizzonti, abbiamo voluto vestire le canzoni in un modo per noi inusuale, cercando di renderle più "leggere" e improntate ad un'urgenza d'azione prossima alla danza.
Parallelamente abbiamo avvertito l'esigenza di approfondire anche il lato visivo del nostro spettacolo, decidendo di utilizzare durante i concerti sequenze di diapositive in dissolvenza e piccole coreografie.
Abbiamo quindi suonato nuovamente nei locali di Genova, rosicchiando spesso lo spazio necessario tra sedie e tavolini e le ultime volte all'Expò, vicino al mare, immersi in uno scenario accattivante.

<B>Facili o difficili?</B> Nonostante i nostri cambiamenti, continuiamo ad essere stranamente considerati un gruppo troppo "difficile" o, al contrario, troppo "facile". Ai posteri l'ardua sentenza. A noi non resta che seguire il sentiero del cuore.

<B>La strumentazione</B> Alcuni dati tecnici. L'assetto del nostro gruppo prevede l'utilizzo di:
Basi realizzate tramite computer Atari, un gruppo di expander multitimbrici e un campionatore Roland su mini-disc. Durante gli spettacoli Antonio suona parti di sintetizzatore in diretta.
Effettistica per la voce: nella strumentazione di Lù in studio e dal vivo spicca la presenza del Vocalist Digitech.

Proiezione di diapositive tramite sistema Kindermann posizionato sul palco o nei pressi.
Attualmente Oggi la band continua a produrre la propria musica in modo indipendente e tiene discontinuamente concerti; per essi si avvale dal 1992 della stretta collaborazione di Gloria Fondacaro, che si occupa di esplorare le possibilità espressive del corpo e dell'immagine, utilizzando come strumenti la fotografia e la rappresentazione scenica. Le immagini presenti nel nostro sito sono frutto del suo impegno e della sua ricerca.

Vienici a trovare nel sito ufficiale dei Distesa!

Ringraziamo per l'ospitalità e l'intelligenza di questa bella iniziativa!




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